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.La donna nol cercò al banco, perché chiuso, aquell ora; anzi, direttamente, in casa, in via, già, del Co-comero, che, ora, da un sinonimo, si chiama Ricasoli.Gli chiese le diecimila lire, su titoli di rendita, che glipresentava, dicendo d averne bisogno urgente.Ma, lediecimila lire, il banchiere non le aveva, lí, in casa; presei titoli e promise di farle ricapitare il denaro, nella gior-nata seguente, anzi di buon ora.Lasciato il banchiere, la Radegonda s incamminò, apiedi, verso Via Nazionale, dove tornava, con la velettacalata sul volto; quando, tutt a un tratto, in Via Cerreta-ni, un suono di voci, troppo a lei note, la fece trasalir tut-ta.Innanzi a lei, camminava un signore, dando di braccioad una signora; e non le bisognò piú d un occhiata, perravvisare la signora Almerinda Ruglia-Scielzo ed il pro-prio marito, signor Gabrio Salmojraghi.Fermò, subito, ilpasso, per frapporre maggior distanza, fra la coppia im-portuna e sé; e, poi, mutando strada, tornò, rapidamente,a casa, trafelata, indispettita, gelosa.Come, mai, quedue, lí? insieme? Cosa volevano? Che avessero conclusouna lega offensiva e difensiva, per toglierle il suo Mauri-zio? A lei, pareva di averlo comperato, caro, abbastanza,perché, ormai, glielo lasciassero, in santa pace e senzacontrasto di sorta.Ella era pronta, a sottostare, a qualun-que condizione, purché le si lasciasse quel possesso indi-sputato.Sottostava a maltrattamenti; si rassegnava, anon vederlo, se non poco e fosco, come il giuoco glielconcedeva.Volete di piú? Ebbene, sí, avrebbe permesso,tollerato, anche, qualunque scappuccio, con una femmi-na da conio; ma quel, che non poteva, in guisa alcuna,ammettere, si era, ch egli riappiccasse, con l antica fiam-ma.Questo, poi, no! Ed, ora, la preoccupazione del-l amico le sembrava aver dovuto esser, almeno in parte,cagionata, anche, dal sapere l Almerinda in Firenze,102Letteratura italiana Einaudi Vittorio Imbriani - Dio ne scampi dagli Orsenigodall averla, probabilmente, vista e, chi sa? forse, anche,intrattenuta.La fantasia creava mille tormenti, a lei pove-retta.Non toccò cibo; e, perplessa, turbata, aspettò, conansia insolita, il tardo ritorno dell uffiziale, che l immagi-nazione le rappresentava allato all Almerinda.Egli non fu in casa, se non lunga pezza dopo la mez-zanotte; forse, piú stizzoso dell usato.Ed ella, dimenti-cando la prudenza solita, scelse, appunto, quella sera equel momento, per chiedergli con insistenza, con ressa,con improntitudine, onde, onde venisse? e come e doveavesse spesa la serata?«Dove sei stato?»«In qualche parte».«Ma dove, dove?»«Che t importa?»«Voglio saperlo!»«Voglio, voglio! E s io non volessi dirtelo?»«Oh, stavolta, dovrai parlare!.»Maurizio aggrotta le ciglia; e zufola l inno reale: larà,larà, larà, lallarà, lallallalà!La Radegonda, accecata, dalla gelosia, e scorgendo, inquel silenzio, la conferma del sospetto suo, insiste.Edarrischia qualche lamento, sull abbandono, in cui vienlasciata, per correre, chi sa dove! chi sa da chi! Si lagnadella freddezza, della noncuranza, che le vien dimostra:in modo mite sí, cansando ogni parola acerba, ma i rim-proveri sogliono essere tanto piú crudeli, quanto piú so-no, moderatamente, espressi; fanno piú colpo.La scia-bola taglia, accarezzando, non percotendo.Ahimé! conle disposizioni d animo, che il signorino nutriva per lei,e col malumore speciale, in cui l immergevano gl imba-razzi momentanei suoi, que rimproveri potevano sol-tanto inasprirlo.«Oh, oh! son chiamato, a render conto della mia con-dotta, pare! Sarò ridiventato bimbo, che tu stimi faciledi governarmi, a tua posta? Già, io, certe inquisizioni103Letteratura italiana Einaudi Vittorio Imbriani - Dio ne scampi dagli Orsenigonon le tolleravo, neppur, da bimbo! neppure, da miamadre, che è mia madre ed una santa donna! Assoluta-mente, mi vorresti per tuo servo umilissimo, neh? Sba-gli, sbagli, sbagli, carina! Chi la tira, la spezza.Libertàreciproca.Io so, che tu sei uscita, oggi; ebbene, chieggo,forse, dove sei andata, eh?»«Ma io.»«Ma tu m impastocchieresti una frottola [ Pobierz caÅ‚ość w formacie PDF ]

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