[ Pobierz całość w formacie PDF ]
.Le si infiammarono i gangli, non poteva muovere le braccia ed ebbe una reazione all’anestesia che le provocò nausea per una settimana.Tollerava solo minestrine acquose e pane tostato.A quell’epoca Jason era già partito per andare a studiare a New York e Sally si era trasferita a San Francisco in un appartamento che condivideva con un’amica, ma Nonna Hilda, Nico, Celia e i tre bambini vivevano temporaneamente da noi.La mansarda di Sausalito era diventata piccola per loro e stavamo sbrigando le ultime pratiche per comprare una casa, che era un po’ lontana e andava risistemata, ma aveva la piscina, era grande e confinava con colline selvagge, perfetta per far crescere i bambini.La nostra era piena e in genere regnava un clima di festa, anche se Tabra non stava bene, salvo quando a Celia o Willie si imbizzarrivano gli animi; allora la minima scintilla scatenava una lite.Quel giorno scoppiò per una questione piuttosto grave di lavoro, perché Celia accusò Willie di non essere limpido quando si trattava di soldi e lui si infuriò come un indemoniato.Duellarono a suon di insulti eccessivi e non riuscii acalmarli né a fare in modo che abbassassero la voce per ragionare e cercare una via d’uscita.In pochi istanti i toni furono quelli di una zuffa da bassifondi, che Nico alla fine riuscì a interrompere con l’unico grido che gli abbiamo sentito emettere in vita sua e che ci paralizzò di sorpresa.Willie se ne andò sbattendo la porta così forte che per poco non vennero giù le pareti.Nella sua stanza, Tabra, ancora intontita dai postumi dell’intervento e dai sedativi, sentendo le grida si convinse che stava sognando.Nonna Hilda e Sally sparirono con i bambini, credo che si nascosero in cantina, fra i teschi di gesso e le tane delle moffette.L’intenzione di Celia era di proteggermi e io non reagii per difendere mio marito, di modo che il sospetto che aveva sollevato rimase indisturbato a fluttuare nell’aria.Ecerto non immaginavo che quella discussione avrebbe avuto ripercussioni.Willie si sentì ferito a morte, non tanto da Celia, quanto da me.Quando infine riuscimmo a parlare, mi disse che io formavo un circolo impenetrabile con la mia famiglia, lasciandolo fuori, e che inoltre non mi fidavo di lui.Cercai di riparare il torto, ma fu impossibile.Eravamo caduti troppo in basso.Il livore durò per settimane.Questa volta non potevo fuggire, perché a casa c’erano Tabra convalescente e la mia famiglia al completo.Willie alzò un muro attorno a sé, muto, furioso, assente.Se ne andava molto presto in ufficio e tornava tardi; si metteva a guardare la televisione da solo e non cucinava più per noi.Mangiavamo riso e uova fritte tutti i giorni.Nemmeno i bambini riuscivano a commuoverlo, camminavano in punta di piedi e si stufarono di avvicinarsi a lui con le scuse più diverse; il nonno si era trasformato in un vecchio brontolone.Ciononostante, mantenemmo il patto di non menzionare la parola divorzio e credo che, nonostante le apparenze, entrambi sapessimo che non eravamo arrivati alla fine, avevamo ancora molte frecce al nostro arco.Di notte ci addormentavamo ognuno nel suo angolo del letto, ma ci svegliavamo sempre abbracciati.Alla lunga, questo ci aiutò a riconciliarci.Forse in questo racconto ti ho dato l’impressione che Willie e io non facessimo altro che litigare.Naturalmente non era così, figlia mia.Eccetto quando andavo a dormire da Tabra, cioè nei momenti più critici delle nostre scaramucce, camminavamo tenendoci per mano.In auto, per strada, dappertutto, sempre per mano.Era stato così fin dall’inizio, ma l’abitudine era diventata una necessità dopo due settimane che ci conoscevamo, per una questione di scarpe.Data la mia statura, ho sempre usato tacchi alti, ma Willie insistette che dovevo camminare comoda, e non con i piedi in condizioni pietose, come le concubine cinesi dell’antichità.Mi regalò un paio di scarpe da ginnastica che, a distanza di diciotto anni, giacciono ancora nuove nella loro scatola.Per fargli piacere comprai dei sandali che avevo visto in televisione.Facevano vedere delle modelle che giocavano a pallacanestro in tailleur e con i tacchi alti, proprio quello che mi ci voleva.Mi sbarazzai delle scarpe che avevo portato dal Venezuela e le rimpiazzai con quei sandali prodigiosi.Non risultarono essere tali: mi scivolavano via e sbattevo il naso per terra con una tale frequenza che, per ragioni di elementare sicurezza, Willie mi ha sempre tenuto ben stretta per mano.Inoltre, ci risultiamo simpatici e ciò aiuta in qualsiasi rapporto.A me Willie piace e glielo dimostro in diversi modi.Mi ha pregato di non tradurre in inglese le paroled’amore che gli dico in spagnolo, perché hanno un suono sospetto.Gli ricordo sempre che nessuno lo ha amato più di me, nemmeno sua madre, e che, se morissi, lui finirebbe abbandonato in un ospizio e che quindi è meglio che mi coccoli e mi apprezzi.Quest’uomo non è di quelli che si sprecano in frasi romantiche, ma se ha vissuto con me per così tanti anni senza strangolarmi, dev’essere che anche io un po’gli piaccio.Qual è il segreto di un buon matrimonio? Non lo so, ogni coppia è diversa.Noi siamo uniti da idee, da un modo simile di vedere il mondo, da cameratismo, lealtà, senso dell’umorismo.Ci prendiamo cura l’uno dell’altro
[ Pobierz całość w formacie PDF ]